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Perché un corso di guida veloce per simulatore di guida virtuale?

Simulatori come Need For Speed Shift possono essere considerati l’ultima frontiera della guida? Sotto molti aspetti sì. Senza entrare in noiosissime e demagogiche riflessioni su traffico, reti viarie, auto e tutto il resto, diciamo che se ti vuoi fare una “bella guidata” oggi puoi pensare con serietà ai simulatori. Perché? Facile, perché possono essere visti come una via di fuga digitale per smaltire un po’ di quella sana passione automobilistica che molti sono costretti a umiliare nel traffico. Oggi questi simulatori sono sempre più sofisticati ed evoluti: grazie a loro, è possibile guidare, con un apprezzabile grado di realismo, auto, camion e prototipi da corsa. E adesso c’è anche Need For Speed che, da mitico gioco “arcade” (18 evoluzioni, decine di milioni di copie vendute), “cresce” integrando una nuova e sofisticata modalità “simulatore” appunto. Dalle note stampa e dalle testimonianze di chi ha sviluppato il videogioco (fra loro ci sono anche diversi piloti professionisti), ho appreso che si tratta di un prodotto di qualità. Al suo interno ci sono oltre 70 modelli: compongono un bouquet automobilistico che spazia dalle GT alle Race-car, passando per auto che hanno fatto la storia delle corse e non solo. Oltre a numerose chicche da conquistare accumulando crediti…

Ma come si guidano le auto “digitali”? Anni fa i simulatori da consolle si distinguevano per la loro cosiddetta “guidabilità”, la quale rendeva verosimile il comportamento dell’auto in prova basandosi sulle macrocaratteristiche di quel determinato modello (trazione, gommatura, peso e via dicendo). Poi, più recentemente, la combinazione di software più evoluti e consolle/PC sempre più potenti ha permesso d’inserire una specie di “motore” capace di processare più informazioni per ciascuna auto presente nel gioco. Il risultato? Per ogni modello proposto il sistema è in grado di accumulare tante informazioni utili a definire un comportamento assai vicino alla realtà di quello selezionato.

E siamo arrivati ai giorni nostri, giorni in cui anche Need For Speed Shift può essere considerato, come accennato, un “simulatore di guida” a tutti gli effetti. Per quanto mi riguarda non si tratta di un progetto migliore di altri, ma di un videogioco dal quale molti giovani potranno trarre spunti utili ad arricchire le future esperienze di guida e, al tempo stesso, un buon intrattenimento per chi già ha la patente e ama, di tanto in tanto, farsi un giro su auto fuori dal comune o da sogno. La bontà di questo gioco, insomma, la misurerete voi. Come? Applicando i principi della guida sportiva del mondo reale (quella che sta alla base del divertimento al volante delle Supercar che proviamo a TopGear) a questo simulatore. Provateci, allenatevi. E vedrete che rispettando pochi e semplici principi di guida, riuscirete a divertirvi, segnando tempi sul giro pazzeschi e arrivando per primi. Pronti? Allora partenza e… Via!

Marco Pascali, TopGear