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Cosa cambia
Rispetto ad un’esperienza reale, i simulatori trovano i loro limiti nella… fisica. Inutile sottolineare che mentre proverete, per esempio, la Pagani Zonda da gara, sfreccerete a oltre 300 all’ora su circuiti come Laguna Seca, il Nordschleife o Spa, ma in realtà sarete fermi. Inchiodati alla sedia o, nella migliore delle situazioni, ad una postazione di guida dedicata. Ciò significa che molti effetti dinamici dovuti a frenata, accelerazioni, curve e via dicendo dovranno essere reinterpretati via monitor, ma anche attraverso le vibrazioni al volante. Serve tempo per abituarsi a questo, prendetevelo. Tra l’altro il nuovo Need for Speed Shift ha pure una gestione della telecamera di gioco che allontana o avvicina il parabrezza in funzione di frenate o accelerate. Ricordate, comunque, che al di fuori di questo, non cambia nulla: è importante perciò tenere bene a mente che ogni azione di guida avrà conseguenze “reali”. Ecco perché sarà importante esercitarsi a frenare, curvare, accelerare e seguire le traiettorie. Tutte manovre facilitate dal mini corso di guida e dalle facilitazioni attivabili dal menù del videogioco.
Posizione di guida
L’ideale sarebbe avere una bella postazione di guida (ormai ce n’è anche di economiche), in modo da poter contare su una posizione comoda e poco affaticante, soprattutto per le gare più impegnative. L’alternativa resta il vecchio, caro tavolo con tanto di sedia e pedaliera fissata al pavimento con biadesivo&Co., ma la sensibilità di gambe e braccia ne risentono. Non avendo supporti “fisici” a farvi percepire la velocità, è bene avere costantemente sott’occhio il contagiri o “sott’orecchio” l’audio, così da riuscire ad inserire sempre il rapporto giusto nel momento di maggiore potenza o coppia del motore (per avere questi dati fate riferimento ai modelli reali: trovate tutto su Internet o su riviste come TopGear ). E ricordatevi che una postazione di guida dedicata vi dà l’ulteriore vantaggio di poter applicare un piccolo impianto surround.
Nel mondo “reale” la posizione di guida ottimale è fondamentale: se si hanno braccia e gambe distese, per esempio, non sarà possibile al guidatore avere il corretto “ancoraggio” e, per non essere sballottato, finirà con l’aggrapparsi al volante invece di utilizzarlo per imprimere la direzione voluta all’auto. Tutto deve essere sotto controllo e non è un caso che i piloti professionisti guidino in posizione “raccolta”, in modo da avere sempre un’impugnatura corretta del volante e di poterlo ruotare velocemente, senza incertezze. Ma qui non siamo nel mondo “virtuale”? Sì, ma certe cose non cambiano. Per semplificare, diciamo che la miglior posizione possibile è quella che vi permette di mantenere le spalle contro il sedile, toccare col palmo delle mani la parte superiore del volante e avere il braccio piegato poco oltre i 90°. Per quanto riguarda la posizione della pedaliera, il piede non deve formare con la caviglia un angolo inferiore ai 90 gradi, per evitare affaticamenti a muscoli e tendini delle gambe.
Mani
Come tutti sanno le mani devono essere tenute a ore 9 e 15 sul volante. Questa posizione permette di percorrere quasi tutte le curve senza staccarle. Inoltre, visto che le auto che potrete scegliere nel simulatore possono essere utilizzate, oltre che col cambio in automatico, anche con l’opzione sequenziale, questa impostazione vi permette di raggiungere sempre, e in ogni momento, i paddle di cambiata. In effetti, utilizzando i volantini da videogioco, tenere le mani in questo modo è praticamente obbligatorio. Ma è bene farlo anche e soprattutto nella guida reale…
Per quanto riguarda la rotazione del volante, traggo spunto dal manuale della nostra scuola di Guida Sicura ASC che mi sembra molto chiaro in merito alla posizione che le mani devono assumere sulla corona.
“Nelle curve strette, quando la posizione 9 e 15 non è adeguata per ruotare sufficientemente il volante, si deve seguire una procedura semplice, ma ben precisa. Nelle curve a destra, la mano destra impugna l’apice del volante e lo tira verso destra; la mano sinistra resta ferma finché non incontra la razza inferiore; a quel punto la segue fino all’apice superiore. Nelle curve a sinistra, si esegue la manovra contraria; la mano sinistra impugna l’apice del volante, la destra resta ferma finché non incontra la razza inferiore, poi l’accompagna fino all’apice (vedi immagini). Questi movimenti offrono due vantaggi importanti: permettono di effettuare anche le curve strette senza mai staccare le mani dal volante e, al tempo stesso, senza mai trovarsi nella condizione di incrociare le braccia. Se in teoria possono sembrare difficili, basta un poco d’esercizio per eseguirli con la massima naturalezza. Nei primi tempi può essere d’aiuto una semplicissima regola: la mano che deve impugnare per prima l’apice del volante è sempre quella della direzione della curva, ovvero la destra nelle curve a destra e la sinistra nelle curve a sinistra. Qualsiasi altro tipo d’impugnatura non offre gli stessi vantaggi”.
Per passare dalla teoria alla pratica, date un’occhiata al mio canale youtube. |
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